Al contrario delle innumerevoli pappe, ninne, cacche, termometri, prese in braccio e prese in giro. incursioni nel lettone “perché ho fatto un brutto sogno”, giochiamo “che eravamo”, tuffi, inseguimenti, sgridate, minacce di punizione, punizioni abbonate, pianti, risate, pentimenti, colori, canzoni in playback e stanze in disordine riordinate con il broncio, ci sono cose che restano immutate. Tutti gli altri momenti sono flash, abitudini temporanee, istanti che arrivano e se ne vanno, vita che non è più così già ora che ci ripenso. Ma il modo in cui dormiamo resta più o meno lo stesso e sono sicuro che se ti guarderò tra vent’anni riconoscerò sempre qualcosa di quel bimbo che era così piccolo da essere più corto del mio avambraccio. Tra le tante cose che cambiano, quest’anno queste righe puoi leggertele da solo. Tra le poche cose che resteranno immutate, quell’avambraccio sempre a disposizione per offrire riparo e conforto, se dovesse mai servire. Buon compleanno Giovi, ragazzo mio.

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