Ogni carbonara che preparo, penso a Stefano il boss, che mi ha insegnato che oltre a spaghetti e rigatoni, ho ben poche scelte. Penso a Filippo, che mi disse “abbonda abbonda” quella volta macinavo il pepe, e mi ha insegnato ad osare. Penso a Francesco, che mi tramandò che “ci vuole un uovo intero per la padella”. E penso a Claudio, che mi svelò il suo segreto, quello di aggiungere un cucchiaino di latte mentre sbattevo le uova. E mi ricordo di Alessandro con cui una volta mantecammo insieme e fummo bravissimi ad evitare la frittatina. E aspiro sempre a quella carbonara fantastica che una volta preparai per Francesca, nemmeno c’era Giovanni, che ancora me la ricordo.

Ogni carbonara che preparo, penso che è come la vita: ognuno ti regala un po’ di sè, ognuno ti dà un consiglio, ognuno ti arricchisce di un pezzo, ognuno ti lascia un ricordo.
Ma poi alla fine come viene dipende da te, e non è mai uguale a se stessa, ogni volta è una sorpresa, e quando me la mangio, la mangio con tutti loro. E la prossima sarà sicuramente la migliore.

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